Ragusa: MODICA - Un Tempo la Città della Cultura - Mòdica, il cui nome originerebbe dal fenicio Mùtika (albergo), o dal siculo Mùrika (roccia nuda, non coltivabile), è situata 13 km a sud del capoluogo di provincia Ragusa, ed il suo territorio urbano si sviluppa su un esteso altopiano solcato da profondi canyon. La città sorge sulla confluenza di due fiumi a carattere torrentizio che dividono l'altopiano in quattro colline: Pizzo a nord, Idria ad ovest, Giacanta ad est e Monserrato a sud. I due fiumi, Pozzo dei Pruni e Janni Mauro (asciutti e coperti nel tratto urbano), si uniscono a formare il Modicano, il cui alveo è stato coperto nei primi del Novecento divenendo l'odierno Corso Umberto I, asse principale della città. Il nucleo urbanistico più antico è situato sulla collina che separa i due torrenti e sui versanti da essi creati. Modica, dal XIII secolo circa e fino agli anni ’30 del XX è stata la quarta città della Sicilia, è stata economicamente e culturalmente vivace, anche grazie alla presenza di enti d’istruzione ecclesiastici e laici che l’hanno resa un notevole centro di studi. I Carmelitani e i Domenicani vi stabilirono degli ‘‘studia’’ nel XIII e nel XIV secolo, i Francescani nel '500 (ma vi erano presenti da ben prima); fin quando i Gesuiti vi fondarono nel 1630 uno di quegli importanti collegi pubblici per cui furono giustamente famosi. Il Collegio Gesuitico rilasciava Lauree in Teologia, in Materie Umanistiche (Filosofia, Retorica, Umane Lettere) e Arti Liberali (Fisica, Matematica) fino al 1767. Fu conquistata dagli Arabi nell'844-45; nelle cronache del tempo risulta munita da una serie di "rocche" che circondavano l'abitato come una cintura fortificata. I Normanni la restituirono alla nazione siciliana dopo due secoli e mezzo di civilissima dominazione musulmana.Da questo momento ha inizio il periodo più glorioso della storia di Modica. Sede della più grande, ricca e potente contea dell'isola, in più di un'occasione contrastò e vinse la volontà sovrana. I Chiaramonte, la seconda famiglia dei conti di Modica, furono alleati potenti delle fazioni che nel XIV secolo si contendevano la supremazia europea: l'Impero e la Chiesa. Gli uomini d'arme di questa casata reggono vittoriosamente il confronto con i più famosi condottieri del tempo: Giovanni Chiaramonte, capitano celebrato di Ludovico il Bavaro, Manfredi Chiaramonte che, in nome e per conto di Urbano VI, conquistò le Gerbe, il terribile covo dei corsari africani, e si oppose, alla conquista della Sicilia da parte dei Martini di Spagna, sono uomini di statura eccezionale che meritano un posto di primo piano tra i soldati di Ventura dell'epica medievale.L'autorità dei Chiaramonte a Palermo era pari, a quella delle signorie principesche che, con i Visconti, gli Estensi e gli Scaligeri fiorivano nell'Italia settentrionale. Ladislao, re di Napoli, ottenne come una grazia il privilegio di sposare Costanza, figlia di Manfredi Chiaramonte, nota per bellezza e ricchezze. Sotto i Chiaramonte, fiorì in Sicilia uno stile artistico che, da loro, prese il nome di Chiaramontano; in ogni angolo della Sicilia feudale, dovunque i Chiaramonte ebbero un castello, resistono ancora le testimonianze di quest'arte particolare.La Contea cessò di esistere con l'abolizione della feudalità nell 812. Da allora, la storia di Modica è quella stessa di cento altre città di Sicilia. Del suo passato, pochi sono i segni superstiti del tremendo terremoto dell'11 gennaio 1693: il Portale De Leva, la facciata del Carmine, il Portale di S.Maria di Betlemme, la Chiesa ed il Chiostro di S.Maria del Gesù. Splendido esemplare di barocco siciliano è la Chiesa Madre di S.Giorgio che si innalza maestosa verso il cielo da un piedistallo di case antiche. Oggi è una popolosa cittadina di 50.000 abitanti, sede di Tribunale e di istituti di istruzione media e superiore. Le sue attività economiche sono costituite principalmente dall'agricoltura, dall'artigianato, dalle piccole e medie industrie e dall'allevamento. Da meno di un ventennio, cura anche l'industria del forestiero, al quale offre una delle più belle spiagge del Mediterraneo: Marina di Modica. Meta di studiosi, specialmente stranieri è Cava Ispica, un monumento che raccoglie, in tredici chilometri di lunghezza, numerose testimonianze di epoche diverse: dalle grotticelle sicule a forno dell'età del bronzo alle catacombe cristiane del Basso Impero, dagli affreschi iconografici della Grotta dei Santi ai ruderi della Chiesetta bizantina di San Pancrati.In un itinerario siciliano, questo centro racchiuso in una conchiglia di roccia, non può sfuggire al turista nostrano o forestiero. Gli splendidi panorami del Monserrato e del Belvedere o la visione notturna del Castello, incastonato da lampi di luce contro il cielo di velluto nero, sono visioni che si stampano, attraverso gli occhi, nel cuore di quanti amano ancora la bellezza creata in armonia dall'uomo e dalla natura e che insinuano, nei ricordi di una vita, l'accorato fascino della nostalgia.
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