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MONUMENTI - ENNA La città storica si articola sul lungo asse di via Roma e via Lombardia, dove sorge il Castello di Lombardia, esempio di architettura militare ancora ben conservato: possente fortezza che assunse, fin dal Medioevo, un ruolo di notevole importanza, quale punto centrale per la difesa dell'isola.Il nome forse deriva da un gruppo di Lombardi, stanziatisi nelle vicinanze in età normanna. Il castello fu edificato da Federico II di Svevia e ristrutturato, in età aragonese, da Federico II d’Aragona. Ha uno schema planimetrico irregolare, adattato alla variabilità del terreno. Munite torri (ne restano sei delle venti originarie) lo circondano in tutto il perimetro. L'interno è articolato su tre cortili contigui e comunicanti (di San Nicola, della Maddalena, di San Martino). Nel terzo di questi è la scala che porta alla Torre pisana, la più alta e massiccia del castello, cosi' detta forse per alcuni Pisani venuti coi Normanni. Recenti scavi (1997, non riposa la ricerca), hanno messo in luce una cisterna e latomie. Riprendendo via Roma, ecco la chiesa di San Francesco di Paola, sec. XVI, e la piazza dov'è il Monumento ai caduti, 1928, di Ernesto Basile. Proseguendo, si giunge al Duomo, edificato nel 1307 dalla regina Eleonora, moglie di Federico d’Aragona. La facciata, in tufo giallino, ha un magniloquente aspetto barocco, ed è sormontata dalla torre campanaria, con plastici elementi decorativi. Sul lato destro è un portale, sec. XVI, che ha, nel timpano, un bassorilievo in marmo: San Martino e il povero. All'esterno dell'ala destra del transetto, si trova un altro portale del sec. XIV, che faceva parte della struttura primitiva del Duomo nell'archivolto interno è una plastica decorazione dai tipici chevrons (zig-zag). Le absidi conservano ancora l'aspetto originario. L'interno del Duomo è vasto e spazioso, a tre navate su massicce colonne. L’esuberante decorazione in stucco fu realizzata tra il XVI e il XVII secolo. I primi due capitelli delle colonne sono opera di Gian Domenico Gagini, nel 1560. Il soffitto ligneo a cassettoni, sec. XVI, è opera di Scipione di Guido. Tra le ultime due colonne dell’abside centrale, si fronteggiano due belle cantorie lignee del XVI secolo; accanto a quella di destra, è un pulpito in marmo del XVII secolo, di grande finezza scultorea, opera di Giovanni Gallina, di Nicosia. Tra le opere pittoriche si trovano un Crocifisso su tavola del XV sec. e una tela di Guglielmo Borremans: Apparizione dei Santi Pietro e Paolo a Costantino. Notevoli sono pure i dipinti del presbiterio, opere di Filippo Paladini nel 1613: Presentazione di Gesù, Immacolata, Presentazione di Maria, Visitazione. La zona absidale, è ornata di stucchi e pitture. Nel catino dell'abside centrale è una plastica decorazione in stucco: Incoronazione della Vergine. Di fine fattura è pure il cancello di ferro battuto, 1544, nella prima cappella dov'è il fonte battesimale. La cappella della Visitazione nell'abside laterale destra, è cosi' detta per un quadro del Paladini, posto sull'altare, che ha questo soggetto. Due colonne tortili bicrome incorniciano la cappella. Dietro il Duomo è il Museo Alessi che ospita il Tesoro del Duomo, costituito da preziosi monili, ostensori, oggetti sacri, fra cui la splendida Corona in oro della Vergine, smalti e pietre preziose. Vi è pure una collezione numismatica dell'età siculo-punica, ed una pinacoteca comprendente, fra altre cose, alcune icone bizantine e una tavola, il Matrimonio mistico di Santa Caterina, opera di Antonio Spatafora, firmata e datata 1585 Nel vicino palazzo Varisano, il cui impianto risale al sec. XV, è allogato il Museo archeologico regionale, che espone, in cinque sale, i materiali rinvenuti nella zona secondo le più moderne tendenze museografiche, con apparati, cartine e pannelli illustrativi. La I sala espone i materiali della zona, dall'età del rame fino al VI sec. La II sala, i materiali riguardanti Enna preistorica, classica e medievale. La III sala illustra la situazione storica del lago di Pergusa e n’espone gli oggetti rinvenuti. La IV sala è dedicata ai reperti rinvenuti nell'area urbana. Altri corredi tombali sono esposti nella V sala. Continuando in via Roma, si passa davanti al palazzo Pollicarini, elegante dimora signorile del Quattrocento: vi si accede attraverso un portale dalle tipiche forme barocche. Davanti, in piazza Colajanni, si alza un monumento di Ettore Ximenes, dedicato a Napoleone Colajanni, il cui nome, infatti, è stato dato alla piazza. Qui è anche la chiesa di Santa Chiara, sec. XVII, che ha una facciata larga, disposta su due ordini, divisi da un'aggettante cornice e percorsa da piatte lesene. Poco avanti, in piazza Coppola, si eleva la chiesa di San Giuseppe, stretta e massiccia, quasi a guisa di torre. Sulla fronte, ha un plastico portale, e l’ordine superiore diviso da una cornice sporgente, con archi a pieno sesto. Nell'interno, ad unica navata, si conservano: un dipinto, la Deposizione di Antonino Mercuri, un Gruppo ligneo della Sacra Famiglia di vivace intonazione popolaresca, sec. XVII, e, nell'altare maggiore, un magnifico paliotto in argento, dai forti risalti plastici, opera di Vincenzo Natoli nel 1768. All'angolo con via Candrilli, si erge ancora il campanile della distrutta chiesa di San Giovanni, sec. XV. Ha pianta quadrata e tre ordini sovrapposti, caratterizzati da eleganti archi acuti, con plastici archivolti; al centro, è una raffinata trifora dalle esili colonnine e dalla fluida decorazione catalaneggiante Ancora avanti, in piazza Umberto I, è il Municipio: ha stile neoclassico e colonnato sulla fronte; nell’edificio è inglobato il Teatro Garibaldi. Proseguendo, in piazza Crispi è la fontana di Proserpina rapita. Sono vicine la chiesa di San Marco, barocca, con stucchi ed il pavimento in maiolica del '700, e la chiesa di San Francesco d’Assisi, sec. XIV, con rifacimenti d'età barocca. All'esterno, in San Francesco, s'addossa un campanile del '400, massiccio e squadrato. L'interno, ad unica navata, conserva una Croce dipinta del '400 e una tela del '500, raffigurante l’Epifania. Gli affreschi del presbiterio sono di G. B. Bruno, sec. XVII. Vicina è la piazzetta di San Cataldo con l'omonima chiesa, riedificata nel Settecento su un preesistente luogo di culto. Conserva una Croce dipinta del '400 e due opere marmoree attribuite a Domenico Gagini: l’icona e il fonte battesimale. Sempre sulla via Roma, prospettano la chiesa delle Anime Sante, sec. XVII, e la chiesa di San Tommaso. Quest'ultima conserva ancora una massiccia torre campanaria del XV sec., su tre ordini. Un plastico archivolto, a pieno centro, ne incornicia le eleganti finestre. All'interno, è un’icona marmorea, 1515, attribuita a Giuliano Mancino. Nelle vicinanze, sulla piazza omonima, è la chiesa del Carmine. La chiesa ha una bella torre campanaria del sec. XV, su pianta quadrata e corpo cilindrico addossato lateralmente. Sottili cornici a marcapiano dividono la torre in tre ordini: su due, si aprono finestre monofore incorniciate da eleganti archivolti a pieno centro. In alto, è un giro di archetti pensili di coronamento. La via Roma termina costeggiando il giardino pubblico dove si trova la Torre di Federico, da attribuire a Federico II di Svevia, secondo alcuni, e a Federico II d' Aragona, secondo altri. Ha però i caratteri dell'architettura sveva, pianta ottagonale, e due sale ancora integre con volte a ombrello. Chiusa dieci anni, restaurata, è riaperta al pubblico dal giugno 2000.
I testi sono tratti dalla "Guida della Sicilia e delle isole minori" - Ugo La Rosa editore.
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